top of page

dicono di me

2020

Stampa: Testimonianze

L’universo di Emilia è fatto di mondi iperreali e colorati, immediati ed istintivi, in cui ogni opera è un racconto a cuore aperto, una storia a tinte forti che parla della mia esistenza, della sua e anche della tua. D’altronde cos’è l’arte se non un tentativo sfacciato e appassionato di lasciar traccia di sé attraverso linee, colori, note, fotogrammi, parole? Come farfalle che nascono dalla pancia e poi esplodono e svolazzano tutt’intorno, i racconti di Emilia sono scritti con colori spesso molto contrastanti e parlano di ansie, paure, gioie e femminilità, famiglia e cuori talvolta offerti per essere distrutti a martellate, talvolta alati e liberi dalle gabbie che ci costruiamo da soli con precisione certosina.

Forse non serve a nulla, sai, chiedersi che cosa voglia dire Emilia quando disegna una donna e il suo bambino seduti su un padre accovacciato coi piedi legati, e forse non serve nemmeno provare a spiegare gli scheletri e le ombre gigantesche che si allungano la notte. A volte non c’è bisogno di tante parole, a volte è tutto molto semplice, tutto chiaro. Ecco, devi sapere che c’è un sentire profondo che va oltre il giudizio e le sovrastrutture, uno spazio interiore e accessibile fatto di pace e libertà in cui esiste solo la nostra sensibilità, il nostro cuore solamente. Emilia dialoga con i colori, attraverso la linea nera e il turbinio cromatico, lei fotografa col pennello chi e cosa le sta intorno, disegnando senza timore storie felici e misteri inquietanti. Guarda un po’ al sogno e un po’ alla vita, così come sarebbe giusto fare sempre, per non perdersi nei labirinti dell’intimità.
Ha una matrice primitiva, l’arte di Emilia, un’energia ancestrale che parla di quotidianità e nello stesso tempo di stelle ed equilibristi in cieli notturni, madri e ninna nanne ricamate su lenzuola lapislazzuli. Il suo tratto è pregno di significato ed è il perimetro dentro cui si sviluppa l’universo raccontato dai suoi pennelli.In questo forse risiede l’essenza rivoluzionaria dell’arte, che altro non è se non lo spazio di libertà che ognuno riesce a ritagliarsi, uno spazio accogliente che incita alla condivisione e in cui, magicamente, ci si scopre meno soli.
Non tutte le parole hanno bisogno di essere pronunciate, alcune si disegnano e basta.

​

Cristina Carlà

Sezione Stampa

In questa sezione troverai interviste, estratti di articoli, approfondimenti e molto altro riguardo a mostre o collaborazioni in programma.

Stampa: Stampa
wix1_edited_edited_edited.jpg

Artribune_WOMAN
di Emilia Ruggiero

26 dicembre, 2019

Giovedì 26 dicembre (ore 18.30 - ingresso libero) al Fondo Verri di Lecce, nell'ambito della diciannovesima edizione della rassegna Le Mani e l'Ascolto, si è tenuta l'inaugurazione della mostra Woman di Emilia Ruggiero. L’artista salentina torna a indagare la ritrattistica, negli ultimi anni tralasciata a favore dell’orizzonte grafico: mentre nella prima serie (People, 2012) raccontava di gente comune, amici, affetti, Woman parla solo di donne. Del sud, forti, tenaci, ribelli. Donne che hanno imparato a stare al mondo e che con determinazione portano avanti, fra mille difficoltà, i propri progetti. Credono ancora nei sogni senza mai dimenticare l’importanza dell’amore

©2020 di WOMAN di Emilia Ruggiero. Creato con Wix.com

bottom of page